Un progetto di Peppe Servillo e Furio Di Castri
Direzione musicale di Furio Di Castri
Peppe Servillo voce Javier Girotto sax, clarinetto Fabrizio Bosso tromba Fausto Mesolella chitarra Mimmo Epifani voce, mandola, mandolino Danilo Rea pianoforte Furio Di Castri contrabbasso Cristiano Calcagnile batteria Mimì Ciaramella voce, percussioni
Dopo il progetto Zapping dedicato a Frank Zappa, Furio Di Castri e Peppe Servillo hanno messo insieme alcuni tra i migliori esponenti del jazz e della musica d’autore italiana per un progetto dedicato a Domenico Modugno. Modugno è un monumento della canzone italiana, il suo urlo a braccia aperte mentre intona “volare” proietta l’Italia verso il boom economico, la modernità e il mondo, rivoluziona la canzone, da allora in avanti non più figlia solo del “bel canto”; Modugno trasforma le melodie e il linguaggio, ma resta saldamente radicato nella tradizione popolare, ha un cuore antico e un linguaggio nuovo, se ne infischia delle mode, è un classico. Ma il jazz non ha paura dei classici; la poesia, il gioco, il paradosso dell’interpretazione jazz sono il risultato di una frequentazione affettuosa, non un tradimento. Che qui non potrebbe esistere, visto l’elenco degli Uomini in frac: un cantante che più “teatrale” non si può, Servillo; il contrabbasso di Di Castri; la solida chitarra di Mesolella; la tromba modernissima e geniale di Fabrizio Bosso; le ance di Girotto; il pianoforte di Rea; la ritmica ricca di Calcagnile; il mandolino antico di Epifani, la voce e le percussioni di Mimì Ciaramella. “Pasqualino marajà” si mischia con l’Art Ensemble of Chicago; “Lu minatori” con Duke Ellington; “Vecchio frac” con Leonard Coen.
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