Sergio Rubini con la partecipazione di Valentina Taddei e Giacomo Avanzi (allievi neodiplomati)
Hdemia, inizia stasera con Sergio Rubini che ci propone le arditezze concettuali e formali di Edoardo Sanguineti, in un percorso che lo porta verso Dostoevskij e Leopardi. Nato a Grumo Appula, in provincia di Bari, Rubini entra in Accademia nel ’78 uscendone al secondo anno. Attore, regista, autore, sia in teatro che in cinema, con diversi sconfinamenti. La stazione, testo di Umberto Marino, messo in scena da Ennio Coltorti nell’ ‘86 e interpretato insieme a Margerita Buy e Ennio Fantastichini , diventa poi nel ‘90 un film da lui stesso diretto. In teatro lavora sotto la guida di Calenda, Lavia e Siciliano, ma firma anche le regie di Italia Germania 4 a 3 e Non mi chiamo Ramon e non ho mai organizzato un golpe alle Maracas, ambedue di Umberto Marino, e La notte è madre del giorno di Lars Noren. Ha realizzato anche alcune regie radiofoniche con Amleto di Shakespeare e Faust di Goethe. Al cinema è regista di diverse pellicole. Oltre al suo esordio dietro la macchina da presa proprio con La stazione, dirigerà La bionda, Prestazione straordinaria, Il viaggio della sposa, Tutto l’amore che c’è, e L’amore ritorna. Da attore nell’86 interpreta ne L’intervista di Federico Fellini la parte del regista da giovane. Lavora con molti registi italiani come Sergio Citti (Mortacci), Giuseppe Ferrara (Il caso Moro) Gabriele Salvatores (Denti, Amnesia), Carlo Verdone (Al lupo, al lupo), Michele Placido (Del perduto amore) Francesca Archibugi (L’albero delle pere) Giuseppe Piccioni (Il grande Blek, Chiedi la luna, Condannato a nozze).
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