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Luglio Suona Bene 2010
unica data italiana
TINARIWEN
Ibrahim Ag Alhabib – voce e chitarra Alhassane Ag Touhami – voce e chitarra Eyadou Ag Leche – basso e cori Said Ag Aiad – djembe, piatti hi-hat, kalabash e cori Mr. Mohamed AG Tahada – voce, percussioni Wanou Walet Sidati – cori Kesa Walet Hamid - cori
LUNEDI’ 26 LUGLIO CAVEA ORE 21 AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA
La cavea dell’Auditorium Parco della Musica sarà contagiata dalla musica senza confini dei Tinariwen, dal loro blues-rock ipnotico, un mix di folklore tuareg e strumenti della tradizione occidentale. I Tinariwen provengono dal deserto, il nome che Ibrahim Ag Alhabib e i suoi compagni hanno scelto significa appunto “deserti” nella lingua dei Tamashek, la popolazione semi-nomade berbera del Sahara che vive nel nord-est del Mali. Ibrahim Ag Alhabib è l’anima del gruppo, il “guerrigliero del deserto” costretto all’esilio sin da bambino, da quando suo padre fu ucciso dai soldati del Mali ai tempi della prima rivolta berbera, nei primi anni Sessanta, perché sospettato di fornire munizioni ai ribelli. Per Ibrahim la ‘gioventù errante’ tra Algeria e Libia, lontano dall’altopiano di Adrar degli Iforas, nella regione di Kidal, è stata dura e avara di soddisfazioni. Tra i pochi motivi di conforto c’è sempre stata la musica, la sua grande passione: le melodie tradizionali degli ‘uomini liberi’ del deserto e il blues di Ali Farka Touré; il raï ascoltato nelle taverne algerine di Orano e il chaabi marocchino, ma anche il rock e il pop occidentale di Boney M. e Kenny Rodgers. Tutta musica che il “ragazzo raggamuffin”, il suo nome di battaglia, ha poi cercato di riprodurre con una chitarra che si è costruito da sé. È proprio con questa chitarra che, nella prima versione dei Tinariwen, si è esibito in concerti improvvisati negli accampamenti dei profughi Tamashek tra gli anni Settanta e Ottanta assieme ad Alhassane Ag Touhami, noto come il ‘leone del deserto’, e Inteyeden Ag Ableine, altri due esiliati suoi compatrioti. L’incontro con le chitarre vere – acustiche ed elettriche – è avvenuto pochi anni dopo in Libia, nei campi dove il colonnello Gheddafi addestrava i combattenti dei movimenti di liberazione di mezza Africa. È in questo periodo, coltivando sogni di libertà, autonomia e modernità, che la ‘famiglia Tinariwen’ si è allargata a Kheddou, Mohammed Ag Itlale, detto ‘il Giapponese’, e Abdallah Ag Alhousseyni, meglio noto come ‘Catastrofe‘, altri tre profughi Tamashek. Ben presto Ibrahim e gli altri si sono trasformati nei ‘soldati-musicisti’ del Movimento popolare dell’Azawad, che perorava la lotta contro il governo del Mali per l’emancipazione delle regioni del Sahara. Una curiosità: a fornire gli strumenti e uno spazio dove provare è stato il leader capo dell’MPA, Iyad Ag Ghali. La ragione è semplice. In assenza di giornali, radio e tv, l’insolito e profondo etno-rock’n’roll del collettivo, diffuso attraverso audio cassette di fortuna, poteva costituire lo strumento ideale per fare da cassa di risonanza alla causa dei Tamashek e alle storie intrise di speranza, passione, dolore e nostalgia di tanti (troppi…) tuareg esiliati. All’inizio degli anni Novanta, i Tinariwen si sono trovati in prima linea durante la seconda ribellione tuareg, a Menaka, un avamposto dell’esercito maliano vicino alla frontiera con il Niger. La leggenda vuole che alcuni di loro siano andati all’attacco col kalashnikov in mano e una Fender Stratocaster legata sulla schiena. Qualche anno più tardi, nel 1996, il cessate il fuoco ha messo fine alla rivolta armata e ai ciclici, nonché sanguinosi combattimenti mordi e fuggi. A quel punto qualcuno ha deciso di scegliere una ‘vita normale‘, all’insegna della integrazione con il governo di Bamako, altri, come Ibrahim e Alhassane, hanno optato per la vita da ‘musicisti resistenti’ a tempo pieno, con le chitarre elettriche a contraddistinguere il loro sound. Il resto è storia recente. Un primo, breve tour francese nel 1999; la partecipazione al Festival del Deserto tra le dune di Essakane in Mali che li ha imposti a livello internazionale all’inizio del nuovo secolo, il debutto su cd con ‘Radio Tisdas’ (2001); l’acclamato seguito ‘Amassakoul’ (2004); il tour in America e in Europa; l’album ‘Aman Iman’ del 2007 e l’ultimo “Imidiwan: Companions” del 2009 premiato con l’ Uncut Music Award 2009.
BIGLIETTO UNICO 15 EURO
Info: 06 80241281 www.auditorium.com Ufficio stampa Musica per Roma tel. 06-80241 – 231 – 228 – 261 ufficiostampa@musicaperroma.it
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