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Contemporanea Stagione 2009 - 2010
PRIMA ITALIANA
“AZERBAIJAN NIGHT”
KRONOS QUARTET & ALIM QASIMOV ENSEMBLE
Presentato in collaborazione con Aga Khan Music Initiative, un programma di Aga Khan Trust For Culture.
Kronos Quartet David Harrington, violino John Sherba, violino Hank Dutt, viola Jeffrey Zeigler, violoncello
Laurence Neff, disegno luci Brian Mohr, ingegnere del suono Alim Qasimov Ensemble Alim Qasimov, voce e daf Fargana Qasimova, voce e daf Rafael Asgarov, balaban Rauf Islamov, kamancha Javidan Nabiyev, tar Zaki Valiyev, naghara
MARTEDÌ 11 MAGGIO - SALA SINOPOLI ORE 21 AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA
Alim Qasimov è certamente tra i musicisti più eccitanti, uno tra i più emozionanti performer del pianeta e certamente il più alto esponente del Mugam. Robin Denselow. The Guardian, Londra
Verso la fine degli anni ‘80 David Harrington, primo violino del Kronos Quartet, rimane colpito e affascinato dall’ascolto di una registrazione del leggendario cantore Mugam Alim Qasimov. Nasce l’idea di una collaborazione comune. Venti anni più tardi il progetto si realizza, per la prima volta in Italia, in una versione espressamente richiesta dalla Fondazione Musica per Roma. Un prezioso viaggio di suoni tra Iraq, Turchia e Iran per approdare all’antico popolo Azero, una serata intensa di passione e emozioni.
Alim Qasimov, nominato dal suo governo “Artista del popolo dell’Azerbaijan” ha ottenuto recentemente il prestigioso riconoscimento UNESCO come artista patrimonio dell’umanità (un premio ottenuto da artisti quali Dmitri Shostakovich, Leonard Bernstein, Ravi Shankar e Nusrat Fateh Ali Khan). Le sue interpretazioni del patrimonio Mugam sono ormai considerate storiche.
La tradizione del Mugam, antico canto religioso-mistico, risale all’anno 1000 Dopo Cristo e si diffonde durante il corso dei secoli dall’Azerbaijan (Mugam) in tutto il Medio Oriente, in Turchia, Iraq e Iran. Per la sua complessità e per la sua difficoltà tecnica richiede un alto livello di virtuosismo canoro, qualità che Qasimov possiede, tanto da venir spesso paragonato al suo collega Nusrah Fateh Ali Khan. Nella prima parte del concerto verranno eseguite le composizioni di Franghiz Ali-Zadeh, una delle principali compositrici dell’Azeribaijan. Nella seconda parte cinque canzoni azere accostano vari livelli – del passato come del presente – di composizione, arrangiamento e improvvisazione. Opere divenute parte della tradizione musicale orale, alle quali ognuno degli interpreti ha il proprio contributo originale. Per "Getme, Getme" e "Qashlarin Kamandir", gli arrangiamenti di Alim Qasimov comprendono, oltre alla melodia strofica originale e ai testi, interludi vocali e strumentali improvvisati con distici di poesia classica azera (ghazal) eseguita nello stile mugham, l’arte musicale tradizionale dell’Azerbaigian. L’Alim Qasimov Ensemble ha registrato alcune esecuzioni di questi arrangiamenti inviandole poi all’arrangiatore dei Kronos, Jacob Garchik, che si è servito del materiale di Qasimov, ampliandolo, per comporre le partiture dei brani per il quartetto. Le partiture di Garchik non solo fondono abilmente i quattro strumenti occidentali e i quattro strumenti azeri in un ottetto integrale che accompagna i cantanti, ma le partiture si discostano altresì dalla struttura originale dei brani per offrire brevi composizioni per i Kronos – intermezzi musicali che evocano lo stile proprio di altri compositori che hanno rappresentato l'Oriente: le trame armoniche lussureggianti di Rimskij-Korsakov, le fosche melodie modali di Bartók, gli impetuosi ostinati di Philip Glass.
Non si tratta soltanto di una partitura che fonde insieme diversi strumenti musicali e tradizioni, bensì dell'empatia che si sviluppa tra gli esecutori della musica. Parlando del Qasimov Alim Ensemble, David Harrington ha detto: "Si tratta di persone estremamente generose, sia come musicisti che dal punto di vista umano, e ciò si percepisce chiaramente suonando al loro fianco". I risultati dell’esuberante collaborazione Kronos-Qasimov confermano che il sentimento espresso da Harrington è sicuramente reciproco.
I Kronos mi hanno spronato ad utilizzare la tradizione musicale azera del mugami, un linguaggio segreto usato nel XVI secolo per mascherare le emozioni proibite dall’Islam. Attraverso il mugami, il desiderio estatico di un uomo nei confronti di una donna potrebbe essere espresso come l'amore per Dio. Mugam Sayagi Inizia come una meditazione, al buio, solo il violoncello si accende, cercando di risvegliare il mondo con il richiamo alla preghiera. Il violoncello è la voce del compositore, una donna. Nulla cambia e nessun cambiamento sembra peraltro possibile. E prosegue, poi, all'improvviso, esplode, in un attimo! La passione nascosta scoppia in danze sfrenate o in cadenze virtuosistiche. Il violino esegue una canzone d'amore senza limiti, dove l'anima vola alta nel cielo. Si tratta di una competizione collettiva per raggiungere la perfezione. Poi arriva il finale e quindi la conclusione. Il violoncello è di nuovo solo, ad intonare la preghiera del tramonto. Il suono del triangolo echeggia come una miriade di stelle. Un'oasi è un luogo di rifugio tranquillo, che tutti sognano quando si sentono sopraffatti dai tumulti della vita. È una terra di riposo, bellezza e prosperità. I viaggiatori, in particolare, sognano le oasi quando si sentono esausti dal caldo intenso del deserto sconfinato. La maggior parte di loro sogna acqua limpida, fresca e cristallina! Vedono l'acqua nei loro sogni, sottoforma di ruscelli e fontane, gocce e cascate. Essa mormora nelle loro orecchie e cade a getto sulle loro teste, purificando i corpi e le anime, donando refrigerio e beatitudine. I viaggiatori sognano di alberi ombrosi e di rose cremisi, di prelibatezze che saranno loro offerte da donne di grande bellezza. Essi sognano di udire nuovamente il canto mellifluo delle 'gazzelle' d’amore (una 'gazzella' è una forma poetica di mugham, basata su una specifica struttura delle classiche poesie d'amore azere). Ma raggiungere questa terra benedetta, questo paradiso, non è così semplice. Molte prove attendono ancora i viaggiatori: dovranno affrontare un lungo percorso, denso di pericoli e turbamenti. Franghiz Ali-Zadeh
Tutti i brani eseguiti da Kronos Quartet e Alim Qasimov Ensemble sono stati arrangiati da Alim Qasimov, le parti per quartetto d’archi sono state arrangiate per Kronos Quartet da Jacob Garchik. Questi arrangiamenti sono stati commissionati per Kronos Quartet e Alim Qasimov dall’Aga Khan Music Initiative, un programma dell’Aga Khan Trust for Culture e Columbia Foundation.
Programma
I parte Kronos Quartet Franghiz Ali Zadeh Mugam Sayagi (PRIMA ITALIANA) Franghiz Ali Zadeh Oasis
Alim Qasimov Ensemble Mugam
Documentario di 5 minuti sulla collaborazione tra Kronos Quartet e Alim Qasimov Ensemble ________________________________________________________________________
II parte
Kronos Quartet e Alim Qasimov Ensemble Jahangir Jahangirov Köhlen Atim (My spirited horse) Unattributed Peyman Ettik (I gave my word) Shafiga Okhundova Mehriban Olaq (Let’s be kind) Said Rustamov Getme, Getme (Don’t leave, don’t leave) Unattributed Qashlarin Kamandir (Your eyebrows are bow-like)
Mugam Sayagi di Franghiz Ali-Zadeh è stato commissionato per il Kronos Quartet da Nora Norden Oasis di Franghiz Ali-Zadeh è stato commissionato per il Kronos Quartet da Alta Tingle e The National Endowment for the Arts.
Tutti i brani eseguiti da Kronos Quartet e Alim Qasimov Ensemble sono stati arrangiati da Alim Qasimov, le parti per quartetto d’archi sono state arrangiate per Kronos Quartet Jacob Garchik. www.kronosquartet.org - www.facebook.com/kronosquartet - www.myspace.com/kronosquartet
Biglietti: platea 20 euro; galleria 15 euro (riduzioni del 25% con Parco della Musica card) Sconto di 15 euro scegliendo 3 eventi della rassegna
Ufficio stampa Musica per Roma tel. 06.80241574–231–228–261 ufficiostampa@musicaperroma.it
Per più di 30 anni, il Kronos Quartet - David Harrington, John Sherba (violini), Hank Dutt (viola) e Jeffrey Zeigler (violoncello) - ha perseguito una visione artistica singolare, coniugando uno spirito di intrepida esplorazione e l'impegno ad espandere la gamma e il contesto del quartetto d'archi. Nell’ambito di questo processo, i Kronos sono diventati uno degli ensemble più celebri e influenti del nostro tempo, con migliaia di concerti in tutto il mondo al loro attivo, oltre 45 registrazioni di straordinaria ampiezza e la creatività, collaborazioni con molti dei compositori ed interpreti più eclettici del mondo e la commissione di oltre 650 opere ed arrangiamenti per quartetto d'archi. I progetti realizzati dai Kronos hanno inoltre ottenuto numerosi premi, tra cui un Grammy per la migliore performance di musica da camera (2004) e il titolo di "Musicisti dell'anno" (2003) assegnato da Musical America.
Il debutto avventuroso dei Kronos risale alle origini dell’ensemble. Nel 1973, David Harrington decide di fondare i Kronos dopo aver ascoltato Black Angels di George Crumb, un'opera molto poco ortodossa, ispirata dalla guerra del Vietnam, contenente suoni di calici d'acqua, passaggi parlati ed effetti elettronici. I Kronos poi cominciano ad elaborare un repertorio irresistibilmente insolito per un quartetto d'archi, eseguendo e registrando opere di maestri del XX secolo (Bartók, Shostakovich, Webern), compositori contemporanei (Aleksandra Vrebalov, John Adams, Alfred Schnittke), leggende del jazz (Ornette Coleman, Charles Mingus, Thelonious Monk) e artisti provenienti da ambiti ancora più remoti (il mitico chitarrista rock Jimi Hendrix, il vocalist azero Alim Qasimov e il sassofonista d'avanguardia John Zorn).
Un tratto peculiare dei Kronos risiede nella lunga serie di collaborazioni durature e significative con molti tra i maggiori compositori di fama mondiale. Uno degli habitué più frequenti del quartetto è il “padre del minimalismo” Terry Riley, il cui sodalizio con i Kronos ha prodotto Sunrise of the Planetary Dream Collector; Cadenza on the Night Plain e Salome Dances for Peace; Sun Rings (2002), un’ode multimediale commissionata dalla NASA per celebrare la Terra e i suoi abitanti, caratterizzata da suoni celesti e immagini dallo spazio; e The Cusp of Magic, commissionato in onore del 70esimo compleanno di Riley nel 2005 ed inciso e pubblicato nel 2008. I Kronos hanno inoltre commissionato e registrato i tre quartetti per archi del compositore polacco Henryk Mikolaj Górecki, con cui l’ensemble collabora da oltre vent’anni. Il quartetto vanta altresì una vasta collaborazione con compositori del calibro di Philip Glass, del quale ha inciso tutti i quartetti per archi e le colonne sonore per i film Mishima e Dracula (una riedizione del classico di Bela Lugosi); l’azero Franghiz Ali-Zadeh, i cui brani sono contenuti nell'album del 2005 Mugam Sayagi: Music of Franghiz Ali-Zadeh; Steve Reich, il cui Different Trains inciso dai Kronos è stato vincitore di un Grammy; l’argentino Osvaldo Golijov, che con i Kronos ha realizzato sia composizioni che ampi arrangiamenti per album quali Kronos Caravan e Nuevo; e molti altri ancora.
Oltre a compositori, i Kronos vantano sodalizi con numerosi artisti provenienti da tutto il mondo, tra cui il virtuoso della pipa cinese Wu Man; il leggendario "cantante playback" di Bollywood Asha Bhosle, presente nel CD candidato al Grammy You’ve Stolen My Heart: Songs from R.D. Burman's Bollywood; l’artista Tanya Tagaq specializzata nel “canto di gola Inuit”; il rocker messicano Café Tacuba; l’artista eccentrico e costruttore di strumenti Walter Kitundu; la band gitana rumena Taraf de Haïdouks; il celebre soprano statunitense Dawn Upshaw e lo sfrenato trio di cabarettisti britannico The Tiger Lillies. I Kronos si sono esibiti dal vivo con artisti del calibro di Allen Ginsberg, Zakir Hussain, Modern Jazz Quartet, Tom Waits, David Barsamian, Howard Zinn, Betty Carter e David Bowie, ed è apparso nelle registrazioni di brillanti esponenti di altri generi musicali come Nine Inch Nails, Amon Tobin, Zanes Dan, DJ Spooky, Dave Matthews, Nelly Furtado, Rokia Traoré, Joan Armatrading e Don Walser.
La musica dei Kronos ha occupato un posto di rilievo anche in altri media, tra cui film (Requiem for a Dream, The Fountain, 21 Grams, Heat, True Stories) e spettacoli di danza, con la partecipazione di noti coreografi come Merce Cunningham, Paul Taylor, Twyla Tharp e Eiko & Koma che hanno adattato la messa in scena in base all'accompagnamento musicale.
Il Quartetto trascorre cinque mesi all’anno in tour, esibendosi in sale da concerto, club e festival in tutto il mondo, tra cui BAM Next Wave Festival, la Carnegie Hall, il Barbican di Londra, WOMAD, UCLA's Royce Hall, Amsterdam Concertgebouw, Shanghai Concert Hall e la Sydney Opera House. I Kronos sono altrettanto prolifici e ed eclettici anche nella produzione in studio. La vasta discografia dell’ensemble per l’etichetta Nonesuch Records comprende collezioni come Pieces of Africa (1992), un repertorio di compositori di origine africana, che ha raggiunto simultaneamente le vette della classifica Billboard Classical e World Music. Kronos Caravan del 2000, le cui ispirazioni musicali spaziano dal Nord e Sud America, all’Europa fino al Medio Oriente; l’antologia di dieci dischi del 1998, Kronos Quartet: 25 Years; Nuevo (2002), una celebrazione della cultura messicana candidata a Grammy e Latin Grammy, e la Lyric Suite di Alban Berg (2003), vincitrice di un Grammy.
Le incisioni ed esibizioni dei Kronos rivelano solo una parte dell'impegno dell'ensemble nei confronti delle nuove tendenze musicali. In qualità di organizzazione non-profit con sede a San Francisco, la Kronos Performing Arts Association ha commissionato centinaia di nuove opere e arrangiamenti per quartetto d'archi. Gli editori musicali Boosey & Hawkes e i Kronos hanno pubblicato gli spartiti per tre opere autografe, tutte commissionate per il Kronos Quartet, nel primo volume della Kronos Collection, un'edizione a cura dei Kronos. Il quartetto si è impegnato a promuovere artisti professionisti emergenti e nel 2007 ha tenuto il suo primo workshop di formazione professionale con quattro quartetti d'archi presso il Weill Music Institute alla Carnegie Hall. Una delle iniziative più emozionanti dell’ensemble è il Kronos: Under 30 Project, un esclusivo programma per committenti e compositori residenti rivolto a compositori al di sotto dei 30 anni, lanciato in occasione del trentesimo anniversario dei Kronos nel 2003. Coltivando rapporti creativi con questi talenti emergenti e con una grande varietà di altri artisti provenienti da tutto il mondo, i Kronos possono vantare i vantaggi di un’esperienza trentennale pur mantenendo un approccio musicale sempre nuovo, ispirato da una nuova generazione di compositori e interpreti.
Alim Qasimov e sua figlia Fargana esemplificano l'energia artistica esplosiva che si ottiene quando un potente modello musicale accende la scintilla di un giovane talento. "Per essere musicisti, ci deve essere un fuoco che arde in voi", afferma Qasimov senior. "E non esistono mezzi termini: c’è o non c’è. Sono convinto che se i giovani posseggono questa scintilla – ispirazione o fuoco spirituale che dir si voglia – sono in grado di eseguire qualsiasi tipo di musica. Potrà essere pop, folk, o classica, ma, qualunque essa sia, sapranno distinguersi”. Il talento di Fargana Qasimova si è orientato naturalmente verso la musica che era solita ascoltare dal padre: musica classica azera, nota sotto il nome di mugham, e il repertorio di canzoni popolari bardiche cantate da ashiqs, cantautori che potrebbero definirsi dei trovatori moderni. I Qasimov sono accompagnati da un quartetto di giovani musicisti il cui talento è stato plasmato sia dallo studio formale della musica che dallo stretto contatto con la tradizione orale azera. "Quando mi incontro con i musicisti del mio ensemble," spiega Alim Qasimov, "si crea un’atmosfera che ci coinvolge tutti al di là della nostra volontà e che rappresenta la fonte dell’imprevedibilità nella nostra musica. Può quasi definirsi una sensazione di estasi che porta a una sorta di meditazione". Nel 1999 Alim Qasimov è stato insignito del prestigioso IMC/UNESCO Music Prize riservato agli interpreti, lo stesso premio attribuito in passato, tra gli altri, a Ravi Shankar, Nusrat Fateh Ali Khan, Yehudi Menuhin e Benny Goodman. Si esibisce regolarmente nelle più importanti sale da concerto di tutto il mondo e ha collaborato con artisti nell’ambito dell’universo pop e della musica classica - in particolare, fra questi ultimi, con Yo-Yo Ma e il Silk Road Ensemble.
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