LUDOVICO EINAUDI e PAOLO FRESU
DOMENICA 30 APRILE SALA SANTA CECILIA ORE 21
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA
Due grandi protagonisti della musica si incontreranno nella Sala Santa Cecilia per un evento straordinario che condurrà il pubblico dell’Auditorium Parco della Musica in un viaggio attraverso i suoni del mediterraneo.
Due grandi musicisti italiani conosciuti ormai in tutto il mondo e uniti dalla costante ricerca e dal tentativo di oltrepassare ogni definizione e genere musicale contaminandosi con culture differenti.
Due viaggiatori che metteranno in comune il loro bagaglio di esperienze, musiche, ritmi ed emozioni facendo vivere un’esperienza unica.
Ludovico Einaudi, con le sue atmosfere rarefatte e gli echi orientali, continua a muoversi in una perenne ricerca tra musica per il cinema, composizioni per pianoforte e aperture verso le sonorità di altre culture. La sua musica e il suo percorso artistico sono paragonabili alle esperienze di un viaggiatore solitario che attraversa l’Europa, l’Africa e l’Asia con il solo obiettivo di ascoltare e di riproporre nei concerti l’atmosfere e l’intensità delle sue esperienze musicali. Non facile trovargli un posto adatto all’interno dei generi musicali. Una volta diplomato al Conservatorio di Milano, Einaudi si è poi perfezionato sotto la guida di Luciano Berio. Negli anni ottanta la musica di Einaudi assume una forma definita e cominciano per lui le prime sperimentazioni con il teatro, il video e la danza. Ha collaborato con artisti di provenienza culturale e artistica differente, da Andrea De Carlo all’armeno Djivan Gasparijan; l’ultimo concerto all’Auditorium lo ha visto esibirsi con Mercan Dede presentando una miscela originalissima di sonorità della tradizione sufi e musica elettronica. Tra i suoi ultimi lavori: “Viaggio in Mali” con Ballaké Sissoko, vero incontro con la musica africana e “Una Mattina”, il suo disco più “autobiografico” e intimistico.
Paolo Fresu, trombettista sardo originario di Berchidda, ha reso possibile l’incontro tra la musica e la cultura della sua terra di origine e la musica afroamericana ed è oggi probabilmente il musicista jazz italiano più apprezzato e premiato all’estero. Ha suonato con i nomi più importanti della musica, registrato oltre 260 dischi e si esibito in oltre 3.000 concerti. Oggi ha in piedi numerosi progetti collaborando con attori, danzatori, pittori, scultori, poeti. Ha scritto anche musiche per film, balletto, teatro. Attualmente dirige o co-dirige, oltre al proprio quintetto, il duo con Furio Di Castri, il Trio P.A.F. (Paolo Fresu – Antonello Salis – Furio Di Castri), il quartetto “Devil”, “Heartland” assieme a David Linx e Diederik Wissels, il duo con Dhafer Youssef (spesso trio con il norvegese Eivind Aarset), il duo con Uri Caine ed alcuni altri dui con pianisti vari come Nico Morelli, Alain Jean-Marie, Roberto Cipelli, Danilo Rea e Bojan Zulfikarpacic, il progetto “Fresu & Quartetto Alborada”, “Kind of Porgy and Bess”, “Porgy and Bess” assieme all’Orchestra Jazz della Sardegna (Blue Note Orchestra), la “Italian Trumpet Summit” ed i progetti legati alla musica tradizionale della Sardegna “Sonos ‘e memoria”, “Etnografie” del 2003 e “Il Rito e la Memoria” con le tre Confraternite sarde di Castelsardo, Orosei e Santu Lussurgiu. Fresu, nell’ultimo concerto nella all’Auditorium Parco della Musica è riuscito ad incantare le 3.000 persone presenti nella Sala Santa Cecilia
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